Italia, l’incubo è realtà: fuori dal Mondiale per la terza volta. Gattuso tradito da un rosso e dai rigori

Disastro azzurro a Zenica: l’Italia di Gattuso cade ai rigori contro la Bosnia e salta i Mondiali 2026. Non basta Kean, pesa l’espulsione di Bastoni. È il punto più basso: ecco perché stavolta fa ancora più male.

Bosnia-Italia finisce peggio di qualsiasi incubo possibile per gli azzurri. L’infernale catino che è stato lo stadio Bilino Polje di Zenica ha visto la nostra Nazionale uscire sconfitta ai calci di rigore per 4-1, dopo il risultato di 1-1 maturato al termine dei 90 minuti regolamentari e rimasto tale anche dopo i supplementari. E così anche per stavolta i Mondiali ce li vedremo da casa, a guardare gli altri giocare e contendersi la Coppa del Mondo. Magari faremo il tifo per il Brasile di Carlo Ancelotti o per la squadra simpatia di turno.

Tifosi Bosnia in festa allo stadio Bilino Polje e giocatori Italia Cristante e Pio Esposito di spalle dopo la sconfitta ai rigori.
Italia, l’incubo è realtà: fuori dal Mondiale per la terza volta. Gattuso tradito da un rosso e dai rigori – euraeditoriale.it

Per la terza volta consecutiva ci sono fatali i playoff. Anche se stavolta tutto sembrava potesse andare per il verso giusto, dopo il gol di Moise Kean al 15′. Ma il cartellino rosso rimediato dall’interista Alessandro Bastoni al 41′ ha reso la gara dell’Italia in salita. La Bosnia a quel punto ha cominciato a crederci ed a pressare per tutta la ripresa, fino a trovare il pareggio con Tabakovic al 79′ dopo una grande parata di Donnarumma. Eppure sempre Kean ed anche il subentrato Pio Esposito che lo ha sostituito (gara insufficiente la sua) avevano avuto due buonissime opportunità per fare il 2-0.

Italia fuori dal Mondiale 2026: il crollo azzurro al Bilino Polje

E niente, purtroppo Bosnia-Italia è andata così e possiamo ben comprendere tutti i tifosi balcanici che avranno lasciato dei messaggi di dileggio a Dimarco ed Esposito, che avevano esultato nell’apprendere che proprio la Bosnia sarebbe stata l’avversaria degli azzurri. Qualcuno potrebbe pensare che sia stata una punizione del karma, altri indicheranno l’indice inquisitorio nei confronti di Rino Gattuso.

Calciatore dell'Italia in maglia bianca in ginocchio disperato allo stadio Bilino Polje dopo l'eliminazione dai Mondiali 2026.
Italia fuori dal Mondiale 2026: il crollo azzurro al Bilino Polje – euraeditoriale.it

Ma la verità è che questa Nazionale, anche se fosse andata ai Mondiali 2026 in Stati Uniti, Canada e Messico, molto probabilmente avrebbe fatto poca strada. C’è troppa poca qualità, che pure sarebbe richiesta negli schemi di Gattuso tutta grinta e corsa. Tanto per fare un esempio, le sopra citate occasioni capitate a Kean e Pio Esposito, gente come Casiraghi, Totti, Pippo Inzaghi, Vieri, Del Piero, Gilardino, molto difficilmente le avrebbe sbagliate.

Da Kean al rosso di Bastoni: il film del disastro a Zenica

Manca qualità. Manca tutto rispetto a quella generazione, l’ultima veramente grandiosa, che divenne campione venti anni fa a Germania 2006. In tutto ciò poi il meno colpevole di tutti è sicuramente Gattuso. Il commissario tecnico ha fatto il possibile ed anche di più per cercare di ben figurare e di tenere dritta la barca. Sulla espulsione di Bastoni dobbiamo parlare solo di situazione sfavorevole, per quanto decisa.

E poi stavolta si è usciti senza perdere. Cosa che, a ben pensarci, brucia di più. E tanto per aggiungere dell’insensato al tutto, è arrivata una nuova formula che prevedeva due partite invece di una per ottenere il pass per le Americhe. Ora non resta altro da fare che cercare di ricostruire tutto da queste nuove macerie, possibilmente evitando di mancare anche stavolta l’appuntamento con la rinascita.

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Ed in questo tocca alle alte sfere che del calcio italiano decidono la politica e le sorti fare scelte coraggiose, come ridurre il numero delle squadre di Serie A e B ed abolire playoff e playout, che contribuiscono ad abbassare il livello tecnico. E davvero che nessuno osi prendersela con Gattuso. Forse era destino che andasse così, proprio come quel Bosnia-Italia di trent’anni fa che fu fatale ad Arrigo Sacchi.

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